• Lun. Ott 25th, 2021

Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione generale dei partigiani contro i nazifascisti, prima dell’arrivo delle truppe alleate; quella data è divenuta il simbolo della Resistenza e della vita democratica nel nostro Paese.

Questa ricorrenza è la testimonianza che bisognava decidere tra ciò che era, e rimane, giusto e ciò che era, ed è ancora, sbagliato. La scelta di essere contro il nazifascismo è stata dettata dalla coscienza pienamente consapevole che c’era da affrontare la lotta tra il bene e il male. Questa cognizione del valore della democrazia aveva già dato i suoi frutti con gli scioperi nel 1943, nelle esperienze di autogoverno nei territori liberati dai partigiani tra la fine del 1943 e la primavera del 1944 e con il sacrificio dei soldati alleati che, risalendo l’Italia, cacciavano i nazifascisti.

Non è retorica ricordare le migliaia di uomini e donne che hanno contribuito alla liberazione del nostro Paese, arrivando a sacrificare anche la propria vita. È fondamentale che il sentimento di gratitudine verso tutti coloro che hanno partecipato alla lotta resti vivo, laddove è sempre importante ricordare che la libertà è un valore assoluto, insieme alla tutela della dignità della persona e alla giustizia sociale. La libertà è una conquista quotidiana non è una condizione eterna e naturale.

Oggi i rischi che questa libertà venga compromessa non ci sono, ma dobbiamo essere pronti a contrastare quegli elementi che allentano i legami morali e politici con i valori della Liberazione. 

I lavoratori, proprio in quanto tali, hanno avuto nella battaglia per il riconoscimento dei propri diritti, un ulteriore spinta a combattere per la libertà di tutti, dando seguito a tutto il patrimonio di idee e di crescita politica che il ventennio spazzò via, ma non distrusse.

Celebriamo la vittoria di un’Italia che non ha voluto guardare altrove, aspettando che succedesse qualcosa, ma si è sollevata per un’avvenire democratico di pace, libertà e progresso.

Istituto Studi Sindacali

Presidente dell'Istituto Studi Sindacali Italo Viglianesi

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