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“La forza del movimento operaio inglese” di Walter Kendall

6 marzo 1984 – Inizia lo sciopero dell’industria britannica del carbone che durerà per dodici mesi.

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[…] La Gran Bretagna è piccola, compatta, altamente industrializzata.   La classe lavoratrice comprende la maggioranza della popolazione.   I suoi dirigenti sono cauti, la borghesia  procura di non prenderli di petto per timore delle conseguenze.   Un conflitto a corpo morto non si è più verificato dopo il 1926.

In quell’anno, i proprietari di miniere decisero di aumentare le ore di lavoro e ridurre i salari.    I minatori risposero senza indugio.    Essi avevano concluso un’alleanza sindacale coi dipendenti delle ferrovie e dei trasporti.   Lo stato d’animo delle grandi massi costrinse il T.U.C. ad agire.    In tutta la Gran Bretagna i pozzi si chiusero.

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Seguendo le direttive del loro sindacato, i ferrovieri abbandonarono il lavoro.    I trasporti ferroviari e stradali rimasero paralizzati; i docks sospesero ogni attività; i giornali non uscirono: l’intera vita economica languiva.

In ogni grande città, cominciarono a formarsi comitati di sciopero come forma alternativa al governo.    Le merci non potevano circolare, la posta essere distribuita, ma gli ospedali ottennero rifornimenti, con l’autorizzazione degli operai in sciopero.

Nel giro di dieci giorni l’agitazione svanì, Dirigenti federali timorosi del sogno rivoluzionario della base operaia, più che della realtà reazionaria del governo sospesero lo sciopero.    I minatori, 800.000, continuarono ugualmente la lotta per sette mesi, finchè la fame non li costrinse ad arrendersi.

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Questo spirito di lotta non è morto.   A Londra, 5.000 autobus con un personale di 40.000 lavoratori trasportano milioni di persone che si guadagnano il pane nella City.

Nel 1958, il loro sindacato, di fronte alla caparbietà del datore di lavoro, proclamò uno sciopero.   Per sei settimane, nessun autobus circolò.   Su 40.000 operai, gli imprenditori non riuscirono a mettere insieme una squadra di crumiri.

L’industria del carbone, le ferrovie, l’industria elettrica, alcuni settori dei trasporti su strada, aree importanti dell’industria meccanica, sono organizzate quasi al 100%.   Il movimento sindacale unito esercita una presa sulla vita della nazione, che può rendere risolutiva quando e come vuole. […] pp.15

 

Disponibile presso la BIBLIOTECA NAZIONALE UIL ARTURO CHIARI

 

Loredana Pietri

Responsabile della Biblioteca si impegna nella sua conduzione per migliorarne i Servizi

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